Archetipo

 

La parola "archetipo" significa "immagine originaria", "modello originario" (dal greco archè, origine, principio, e typos, modello, marchio, esemplare) e si contrappone a "stereotipo" (stereos in greco significa solido, rigido, tridimensionale) che significa "copia", "duplicazione", "riproduzione".

L'archetipo è il principio primo, universale, completo e perfetto, di cui gli stereotipi sono una parziale imitazione; si distingue anche dal prototipo, che è semplicemente il primo elemento (realizzato sulla base di un archetipo, o di un progetto) di una serie di riproduzioni.

Platone e la dottrina delle idee

Il termine "archetipo" viene introdotto dai filosofi greci per riferirsi ai principi universali, ai modelli preesistenti della realtà: in particolare Plotino (III sec. d.C.) e Proclo (V sec. d.C.) si riferiscono agli archetipi come alle idee universali presenti nella mente di Dio e da cui è derivata la Creazione (concetto poi fatto proprio dalla dottrina cristiana di Sant'Agostino). Questo concetto di archetipo lo ritroviamo secoli dopo nell'empirismo inglese di Berkeley e Locke, in contrapposizione con l'essenza della realtà empirica.

Il concetto di archetipo deriva direttamente da quello di idea platonica: nella sua dottrina delle idee Platone parla dell'Iperuranio, un luogo metafisico (oltre la materia) in cui risiedono i concetti nella loro purezza, astrazione. Si tratta di principi universali immutabili, non soggetti quindi al divenire e al mutamento come gli oggetti empirici, i quali si pongono rispetto alle idee in un rapporto di imitazione o somiglianza. Per Platone le idee esistono a prescindere dalla realtà, e sono accessibili a quattro livelli:

  1. a livello dell'essere, perchè gli oggetti immanenti partecipano delle idee per somiglianza o imitazione (un cavallo "reale" cerca di assomigliare all'idea di cavallo, e ciascun cavallo assomiglia all'idea di cavallo a modo proprio);
  2. a livello della conoscenza, dal momento che noi possiamo riconoscere gli oggetti solo in base alle idee a cui li associamo (per sapere che quello è un cavallo devo attingere all'idea di cavallo);
  3. a livello di valore, in quanto un oggetto è tanto più perfetto quanto più si avvicina all'idea, e tanto meno perfetto quante più peculiarità ha;
  4. infine l'idea è un principio unificatore della molteplicità (ci sono molti cavalli, ma una sola idea di cavallo).

L'idea di Cavallo

 

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